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La storia dell'acciaio inox

Siamo in Inghilterra, poco prima dello scoppio della Grande guerra a Sheffield, in un importante centro per la produzione degli acciai, nei laboratori di ricerca Firth Brown lavora Harry Brearley (1871-1948). Grazie all’esperienza e alla curiosità per i processi chimici di produzione del materiale, diventerà il padre dell’acciaio inox, la lega resistente alla corrosione le cui caratteristiche variano in base al tenore di cromo presente nella lega stessa.

La storia ha inizio quando un produttore di armi leggere si rivolge a lui in cerca di una soluzione per il problema dell’erosione che colpiva le canne dei fucili, a causa del calore e dell’attrito, durante l’utilizzo. Dagli studi di metallurgia e grazie agli esperimenti con diverse leghe, Brearley sapeva che se voleva studiare le proprietà di un materiale doveva guardarci dentro, e solitamente per farlo usava una miscela di acido nitrico in grado di esporre la struttura molecolare del campione da verificare. Ma le sue leghe ad alto contenuto di cromo erano molto resistenti a questa corrosione, tanto che Brearley si concentrò su questo insolito fenomeno di resistenza, variando le percentuali dei diversi costituenti e sottoponendole quindi al test dell’acido nitrico,ma anche a quello con succo di limone e aceto.

Tradizionalmente si fa risalire la nascita del primo acciaio inossidabile (all’inizio soprannominato rustless steel, ovvero acciaio senza ruggine, e solo dopo stainless steel, vale a dire acciaio  inossidabile.

Il 13 agosto 1913 Brearley formula  la sua ricetta: 12,8% cromo e 0,24% di carbonio. Con il  tempo si sarebbe capito  che le ragioni della resistenza alla corrosione della nuova lega andavano ricercate nella capacità del cromo di legarsi all’ossigeno e costituire così uno strato protettivo, fenomeno noto come passivazione.

La famiglia degli acciai inossidabili è una grande famiglia  e questo materiale viene utilizzato in molti settori dall’alimentare, al farmaceutico, dal chimico al  petrolchimico e al navale.